Dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte di Elon Musk – magnate e fondatore di società come Tesla, SpaceX e The Boring Company – la popolarità di Twitter è schizzata alle stelle in questo 2022.
Le belle promesse fatte da Musk, però, non sono state mantenute e ora la situazione della compagnia è meno idilliaca di quanto si potesse immaginare.
A detta di molti esperti, infatti, la fine di Twitter potrebbe essere vicina, per buona pace dei suoi 296 milioni di utenti attivi.
A volte dunque, essere un genio e miliardario non basta per saper gestire al meglio i propri social media.
Ma cosa sta succedendo esattamente al social dell’uccellino azzurro, e come funziona dopo i cambiamenti messi in atto dalla nuova gestione di Musk?
Vediamolo insieme, provando a fare chiarezza.
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Elon Musk e l’acquisizione di Twitter: la storia
Era il 14 aprile del 2022 quando Elon Musk ha iniziato il processo per diventare il nuovo proprietario di Twitter. Solo qualche mese dopo aver acquistato gran parte delle azioni societarie.
A sua detta, le intenzioni erano quelle di eliminare gli spambot sulla piattaforma, introdurre utili feature e promuovere la libertà di parola.
Soprattutto, l’obiettivo principale era (e rimane) rendere Twitter più profittevole. La compagnia non ha mai generato guadagni come gli altri colossi tra cui Facebook, YouTube e Instagram ma anzi, al contrario, è andata in perdita in otto degli ultimi dieci anni.
Le premesse erano buone, ma una volta portata a termine l’acquisizione a fine Ottobre, la situazione per Twitter è cambiata radicalmente.

Twitter: cosa sta succedendo
Musk si è presentato licenziando i top executive manager e inviando a tutti i dipendenti delle importanti mail, invitandoli a prendere una decisione: essere disposti a lavorare a ritmi altissimi per molte ore al giorno, anche nei weekend, oppure lasciare la compagnia.
Nelle settimane successive, migliaia di dipendenti hanno così rassegnato le proprie dimissioni. Un duro colpo per Twitter e per Musk, che ha visto crollare di conseguenza anche le azioni di Tesla.
Il ban ai giornalisti su Twitter
Come se non bastasse, alla faccia della libertà di parola, il 16 Dicembre Twitter ha sospeso i profili di diversi giornalisti del New York Times, della CNN, del Washington Post e Mashable.
La motivazione? Apparentemente avevano pubblicato link e condiviso gli altri siti di ElonJet – un account creato per tracciare gli spostamenti del jet privato dello stesso Musk, facendo dunque doxxing.
I giornalisti sono poi stati riammessi sulla piattaforma attraverso una votazione indotta sul profilo del magnate.
Elon Musk si dimette? La decisione agli utenti
Il medesimo sistema di voto è stato poi riproposto da Musk il 18 Dicembre, che ha chiesto in modo secco agli utenti e ai propri follower: “Should I step down as head of Twitter?”
Il verdetto arrivato dopo 12 ore è stato schiacciante, con il 57% dei votanti che ha scelto il “Sì”.
Ora non rimane che vedere la prossima mossa di Elon Musk.
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Twitter: come funziona dopo gli ultimi aggiornamenti
Al fine di rendere Twitter ancora più monetizzabile, Elon Musk ha messo in pratica una vera e propria rivoluzione.
Il servizio premium di Twitter Blue è tornato in auge suscitando non poche polemiche, mentre una policy per eliminare i link che promuovano altre piattaforme social è durata solo 24 ore.
La nuova politica sui link di Twitter è già stata cancellata
L’annuncio di una policy per bannare i link che rimandino ad altri social ha sollevato un grosso polverone.
E così, a seguito dell’ormai immancabile sondaggio, questa nuova regola è stata cancellata dopo sole 24 ore.
Twitter Blue: è rivoluzione tra spunte dorate e grigie
Anche per quanto riguarda Twitter Blue le cose non sono andate proprio come avevano pianificato nei piani alti della compagnia.
Ma cos’è esattamente Twitter Blue?
Ebbene, si tratta di un servizio a pagamento creato durante la vecchia gestione, quando Jack Dorsey era ancora in carica, e rilanciato da Elon Musk per aumentare i ricavi della piattaforma.
Innanzitutto bisogna verificare il proprio profilo e assicurarsi che sia idoneo. Dopodiché, è possibile proseguire con l’iscrizione.
Twitter Blue non è complicato da utilizzare, semplicemente vengono richiesti 8 dollari al mese per poter ricevere la classica spunta blu di Twitter sul profilo, e accedere a funzioni esclusive. Per ora il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, nel Regno Unito e in Nuova Zelanda.
Inoltre, con Musk sono stati introdotti due nuovi colori: l’oro e il grigio.
Le spunte dorate certificano gli account di brand, marchi e aziende (che con uno degli ultimi aggiornamenti si possono riconoscere anche per la foto del profilo quadrata), mentre quelle grigie sono destinate ai politici e ai governi.

Dovresti rimanere su Twitter?
Il quadro generale per Twitter, come abbiamo visto, è piuttosto drammatico.
Molte aziende per questo motivo hanno abbandonato il social media. Persino alcune celebrities di fama mondiale come Gigi Hadid hanno disattivato gli account.
Se gestisci un business e sei indeciso se rimanere su Twitter o meno, sappi che è difficile stabilire quale sia la scelta giusta.
Un po’ perché non esiste una vera e propria alternativa, e poi perché potreste aver costruito nel corso degli anni una community di valore e ripartire da capo potrebbe richiedere molto tempo.
Un altro punto da tenere in considerazione è il fatto che abbandonare in massa la piattaforma potrebbe lasciare spazio agli account che propagandano odio e discriminazione.
Per questi motivi, per il momento, forse è consigliabile restare su Twitter aspettando di vedere quali siano i prossimi risvolti.
Nel frattempo, puoi sempre iniziare a studiare come funziona Mastodon – il social network decentralizzato che si appresta a diventare l’anti-Twitter.
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